Vigilanza Fare Ambiente

Protezione Ambientale!


In Italia, oltre alle forze dell’ordine ed agli organi istituzionali che sono preposti alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia del benessere degli animali, esistono anche dei corpi di volontari che apportano il loro fondamentale ed imprescindibile contributo. Tra questi vi sono le Guardie Giurate del WWF, che sono state create nei primi anni ottanta da questa nota organizzazione ambientalista internazionale (World Wide Fun for Nature). Oggi nel nostro Paese la presenza delle guardie del WWF è fondamentale ed imprescindibile, poiché coordina e coadiuva l’attività di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato, oltre che di altre associazioni volontarie. Si sa come spesso l’organico delle forze dell’ordine possa trovarsi sottonumero; quindi l’azione dei volontari del WWF diventa sostanziale per poter tenere d’occhio le maggiori criticità della penisola. Si calcola che vi siano oltre 300 guardie dislocate su 15 regioni; all’inizio il loro compito era prevalentemente di guardie eco zoofile, ma oggi il loro contributo serve a monitorare diverse realtà, spesso in modo mirato e geolocalizzato. Ad esempio, nel periodo autunnale vi è una particolare vigilanza sulle Valli Bresciane al fine di porre un freno all’attività del bracconaggio, mentre in tarda primavera a necessitare di tutela sono le campagne del salernitano, dove è molto comune la caccia illegale e si registrano alti tassi di inquinamento. L’opera delle guardie del WWF negli ultimi venti anni ha permesso di mettere un freno a molti atti illegali commessi ai danni degli animali, e oggi il loro servizio appare sempre più importante. Chi desidera entrare a far parte del corpo di volontari del WWF però non può improvvisarsi, ma deve seguire un corso di formazione molto rigoroso, che fornisce anche i rudimenti in materia legale necessari a sapere quando e come poter intervenire. Nei primi mesi del 2016 è in corso di svolgimento il corso di formazione per volontari a Reggio Calabria, presso le Officine Miramare, e tra i molti argomenti trattati uno molto scottante, e che ha suscitato un vivo interesse nella platea, è quello del maltrattamento sugli animali. Negli ultimi anni infatti c’è stato un netto cambiamento di posizione nei confronti di chi commette crimini di maltrattamento o sevizie sugli animali. La legge 189 del 2004 si esprime proprio su questa materia, partendo da un assunto derivante dall’antica legislazione romana che recita “saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines”. Presso gli antichi romani i reati commessi contro forme di vita animale erano infatti giudicate molto più duramente di quanto non accada nella maggior parte delle società moderne. Questo però non era dettato solo da uno spirito ambientalista, ma dalla necessità di mantenere l’ordine sociale. La frase riportata infatti significa “i maltrattamenti verso gli animali sono il preludio alla crudeltà nei confronti degli esseri umani”. Ovvero si era convinti, e lo si è ancora oggi, che chi compie atti contro natura sugli animali quasi sicuramente avrà comportamenti dello stesso genere anche nei confronti dei suoi simili. Basti pensare alla vicenda realmente accaduta di Jeffrey Dahmer, noto come il cannibale di Milwaukee. Questi si macchiò di efferati omicidi, e pare che da bambino fosse solito seviziare gli animali, per poi esaminarli dopo morti e sciogliere nell’acido i loro resti. Insomma, un’indole priva di pietà verso gli animali con molta probabilità svilupperà atteggiamenti pericolosi per la società. Così, se in passato la legge tutelava gli animali in quanto res, cose, oggetti che potevano produrre reddito, oggi lo fa semplicemente (grazie all’impegno della Lega Anti Vivisezione LAV) in nome della pietà umana, sentimento che viene offeso da qualunque forma di crudeltà. Le Guardi Giurate del WWF hanno un ruolo fondamentale nel far rispettare queste leggi e nel garantire il mantenimento dell’ordine civile.

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Proteggere l’ambiente è un imperativo morale che ogni cittadino deve sentire come proprio e portare avanti con impegno; per questo è importante far sviluppare fin dalla più tenera età una sensibilità ambientale che poi aiuti, da adulti, a comportarsi nel modo giusto nei confronti del territorio in cui si abita. Da alcuni anni, otto per l’esattezza incluso quello in corso, a Cervo, comune ligure della provincia di Imperia, si svolge presso l’istituto scolastico primario “A. Ferrari” un ciclo di lezioni di che hanno come materia l’educazione ambientale Gli enti organizzatori del ciclo di lezioni, che prendono il nome complessivo di “Eduambiente”, sono l’Associazione Volontari della Protezione Civile e l’Associazione ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica e di Promozione Sociale) InfoRmare. Le tematiche che vengono presentate ai ragazzi e sviluppate attraverso concetti teorici, ma anche attività pratiche, sono tre. Si parla di biologia marina e della necessità di preservare il delicato habitat dei mari liguri; si impartiscono poi dei rudimenti in materia di antincendio boschivo, e infine si racconta cos’è la Protezione Civile, a cosa serve, quali sono i suoi compiti. Per quanto riguarda la prima tematica trattata, ovvero l’importanza della tutela dell’ambiente marino, ad occuparsi di dare istruzioni e informazioni ai bambini della scuola sono gli esperti dell’associazione ASD: secondo Gianmichele Falletto, presidente dell’associazione, la sensibilizzazione dei bambini del territorio verso la conservazione dell’ecosistema marittimo è fondamentale, visto che il comune di Cervo fa parte del SIC (Sito di Interesse Comunitario) di Capo Berta, che si trova all’interno del golfo di Diano. I temi da trattare sono molti: per dare ai ragazzi i giusti strumenti per apprendere, per prima cosa si svolgono delle lezioni in aula grazie al supporto di slide, immagini e filmati. In seguito le scolaresche vengono condotte in spiaggia dove vengono confrontate in modo attivo e pratico con quanto appreso sui banchi. Un capitolo molto importante delle lezioni sul mare è rappresentato dall’enunciazione delle nozioni base da conoscere per quel che concerne la sicurezza, e un altro argomento di non secondaria importanza è quello che riguarda l’inquinamento. Si cerca cioè di inculcare nelle giovani generazioni la consapevolezza della necessità di preservare l’ecosistema marino per il benessere globale dell’uomo e della terra su cui vive. Ci sono alcuni accorgimenti che vengono suggeriti, piccoli ma davvero fondamentali: ad esempio si raccomanda ai bambini di non raccogliere piccoli animali acquatici per tenerli in un secchiello per ore ed ore. Anche se si crede di non far loro alcun male, li si sottopone ad uno stress che potrebbe anche condurli alla morte. Con il progetto “Secchiello Stop” si vogliono invitare i ragazzi a preferire l’osservazione diretta dei molluschi e dei pesciolini in acqua, con il supporto di una maschera e del boccaglio per la respirazione. La Protezione Civile si occupa invece di tenere le lezioni in cui si parla di tutti quei pericoli che si possono riscontrare sulla terraferma e che possono essere causati da eventi naturali e non. Si parla quindi di alluvioni, terremoti, ma anche di incendi boschivi, una piaga purtroppo molto diffusa in Liguria. Ogni estate vanno letteralmente in fumo ettari ed ettari di bosco con un grave danno per l’ecosistema; i bambini vengono dunque informati sul modo in cui si può intervenire casomai si avvistasse un incendio, chiamando l’apposito numero verde, e sulle procedure da seguire nel caso in cui ci si trovasse malauguratamente in un luogo a rischio di fiamme. Alla fine dei vari i bambini partecipanti verranno premiati con un diploma nel corso di una manifestazione chiamata “Piccoli fiori crescono”.

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L’invernata 2015/2016 in Italia fino ad ora si è dimostrata particolarmente mite, senza precipitazioni di grande rilievo né piovose né nevose. Ciò non toglie che per tutte le persone che non possiedono una fissa dimora affrontare i rigori dell’inverno spesso può diventare una vera e propria impresa, e per i più deboli, come ad esempio gli anziani, questo può avere delle gravi ripercussioni a livello di salute. Il problema dei clochard è maggiormente sentito nelle grandi città, dove purtroppo il numero di chi vive per strada è solitamente molto elevato, specie a seguito degli enormi flussi migratori che si sono avuti verso l’Europa tutta, Italia compresa. Per questo motivo nella città di Roma all’inizio della stagione invernale è stato approntato dal commissario Francesco Paolo Tronca, che amministra in modo provvisorio e temporaneo l’Urbe, il cosiddetto “Piano Inverno”. Il “Piano Inverno” è entrato ufficialmente in vigore il 19 novembre 2015 ed è stato dato in affidamento tramite procedura negoziata, vale a dire senza bando di gara. L’ente riconosciuto affidatario ha avuto però la direttiva di operare in stretta collaborazione con i Servizi sociali Municipali. Nello specifico, gli interventi previsti dal “Piano Inverno” hanno riguardato tutti i soggetti a rischio, sia di nazionalità italiana, che stranieri, che apolidi. Sono stati identificati come bisognosi di assistenza e aiuto coloro che non possiedono una dimora in cui potersi riparare durante le giornate più fredde del periodo invernale, uomini e donne affetti da problematiche psicomotorie e privi di un sostegno familiare. L’intervento previsto si è focalizzato sulla prima accoglienza, tanto diurna che notturna, distribuita nell’arco delle 24 ore o in periodo di tempo più brevi. Nello specifico, le attività previste nel piano sono il ricovero delle persone senza casa in uno dei centri appositamente predisposti dal Comune di Roma; l’erogazione di pasti caldi, pranzo, cena e colazione, a di altri servizi così definiti “di sollievo”. In quest’ultima categoria si riuniscono la possibilità di fare una doccia calda, di ricevere delle coperte con le quali coprirsi, di partecipare ad attività ricreative o di consumare merende comunitarie. Il “Piano Inverno” si è posto anche uno scopo più ambizioso: non solo aiutare nell’immediato chi possa essere stato colto impreparato dall’arrivo delle basse temperature, ad esempio con la donazione di abiti pesanti, ma soprattutto avviare per loro un’attività di possibile recupero, in modo da garantirne una futura autonomia. Nelle giornate di fine gennaio, quando le temperature si sono fatte ancora più rigide in molte città italiane, il Commissario Straordinario Tronca ha poi previsto un ulteriore rafforzamento al “Piano Inverno” già emanato. Ha infatti dato disposizioni affinché venissero aperte quattro stazioni della metropolitana per il ricovero notturno dei senza fissa dimora, congiuntamente alla distribuzione di un numero di mille coperte. Sono state inoltre allertate la Polizia Locale e la Protezione Civile che hanno avuto ordine di attivarsi in operatività straordinaria. Le stazioni della metropolitana interessate dal provvedimento erano Ostiense – Piramide, Piazza Vittorio, Flaminio e Ponte Mammolo, le quali sono rimaste aperte in via del tutto eccezionale tra le 23:30 della sera fino alle 5:30 del mattino successivo per poter permettere a tutti coloro che vivono in strada di trascorrere una notte al coperto. Oltre a Polizia Locale e Protezione Civile si sono impegnati nella distribuzione delle coperte e di bevande calde anche la Sala Operativa Sociale (SOS), Atac, Ama, i volontari della Croce Rossa Italiana e del Sovrano Militare Ordine di Malta. Il “Piano Inverno” resta attivo fino a primavera; chi riscontrasse delle criticità o chi avesse bisogno di aiuto può contattare il numero verde 800 440022, operativo 24 ore su 24. Sarebbe opportuno che il Piano Inverno fosse finanziato con dei fondi a disposizione dal Governo o dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, ad esempio parte dei proventi della tassazione dei giochi di abilità a distanza, come proposto dal portale di riferimento casinòinrete, piuttosto che rimanere bloccato ai fondi della protezione civile o ricorrere alle annose “accise sui carburanti”.

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A firma congiunta del Presidente Nazionale di FareAmbiente Prof. Vincenzo PEPE e del Dir. Gen. Alessandro SACCHITELLA, rispettivamente Comandante Nazionale e Comandante Nazionale Vicario con delega dei coordinamenti delle Guardie di FareAmbiente situati nel territorio dello stato italiano, viene reso pubblico il nuovo Organigramma del Coordinamento Nazionale delle Guardie di FareAmbiente.

Di seguito  circolare e nuovo organigramma:

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organigramma

 

1913-2013 – CENTENARIO DELLE GUARDIE ZOOFILE 

Presentazione del Manifesto e delle Celebrazioni

Manifesto del 100 anni Guardie Zoofile

E’ stato presentato ieri 20 aprile 2013, in occasione del 1° Raduno Regionale delle Guardie Ecozoofile e degli Operatori di Protezione Civile di FareAmbiente, tenutosi a Gioia del Colle (BA), il manifesto per i festeggiamenti del CENTENARIO della costituzione del corpo delle GUARDIE ZOOFILE.

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bracconaggio_guardewwflombardiaGEAPRESS – Un mercato sempre florido e dagli elevati guadagni, quello zoomafioso di Napoli.    Questo per dirla con le parole della Polizia di Stato, Commissariato di San Giorgio a Cremano, che ha sgominato un intenso traffico illegale ai danni dei piccoli uccelli canori. Un contrabbando a quanto pare riconducibile ad un noto personaggio con precedenti di elevato tenore criminale.


Tutto però è partito dalle indagini del Nucleo Operativo Tutela Animali di FareAmbiente guidato da Antonio Colonna. Mesi di indagini ed appostamenti. Poi la notizia certa. La consegna di un consistente carico di fringillidi. Tutti volatili protetti dalla legge.

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Ben appostato dietro alcuni arbusti disposti ad arte ed a debita distanza da una rete posizionata a terra per la cattura di cardellini.

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11602286704_fa55d3aa2c_bCosì è stato colto sul fatto e denunciato un bracconiere dagli agenti del Comando Provinciale di Catanzaro di Fare Ambiente nel comune di Falerna (CZ). Gli stessi agenti hanno così potuto salvare 14 cardellini e  ridata  loro la libertà, per altri 3 invece è stato necessario il ricovero nel Centro di Recupero Animali Selvatici di Catanzaro per i maltrattamenti subiti ed il cattivo stato fisico in cui sono stati trovati dopo essere stati sfruttati e legati come richiami viventi dei loro simili , mentre tutto il materiale rinvenuto veniva sottoposto a sequestro.

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Venerdì 18 e Sabato 19 ha avuto inizio il primo Corso per Guardie Ecozoofile della provincia di Potenza organizzato dall’associazione Fare Ambiente – Laboratorio Verde di Potenza. Il Presidente dell’associazione predetta, Francesco Capece, si dichiara ampiamente soddisfatto dell’interesse che il Corso ha riscosso, acquisendo, tra i molteplici volontari già tesserati all’associazione, circa 25 aspiranti Guardie.

Quest’ultime al termine del corso, che avrà una durata di 90 ore, e in seguito al superamento di un esame finale, conseguiranno la nomina di guardia ecozoofila volontaria. Gli stessi, in fase successiva, saranno munite del decreto di riconoscimento a guardia particolare giurata, unicamente se rilasciato dal Prefetto di competenza.

Guardia-ecozoofila

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Si è tenuta oggi, 02.02.2013, a Roma la prima lezione del corso di formazione per Guardie Gcozoofile organizzato da FareAmbiente. Presenti all’inaugurazione il Presidente nazionale Vincenzo Pepe, il Comandante nazionale delle guardie del movimento Sandro Sacchitella, il Tenente di vascello di Stato Maggiore della Marina Vincenzo Zagarola.

Sono molto orgoglioso che anche su Roma sia stato possibile realizzare questo corso di formazione per le nostre guardie – spiega Pepe – ho avuto il piacere di svolgere una lezione davanti a molti ragazzi motivati e interessati agli argomenti trattati.

Le Guardie Ecozoofile di FareAmbiente si impegneranno a titolo volontario e gratuito per proteggere animali, natura e ambiente, attraverso vigilanza zoofila, soccorso durante le calamità naturali, corsi di educazione zoofila nelle scuole e varie attività di sostegno all’ecologia e all’ambiente.

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